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Tutto il peggio del calcio italiano tra equivoci, errori clamorosi e papere storiche. Dal 1980 ad oggi.

Thorsten Flick
Darmstadt (Germania)
22/08/1976
Difensore
Centrale Destro
Napoli
8,5
Contrariato
Un ministro senza portafoglio, privo di qualsiasi estro
Il 20 Ottobre 1998 giunse a Napoli un giovane difensore tedesco, il primo giocatore di questa nazionalità a vestire la maglia azzurra: si trattava di Thorsten Flick, 22 anni, acquistato dallEintracht di Francoforte con la formula della comproprietà, con diritto di riscatto fissato a circa 7 milioni di Euro. Decisamente troppi. Cresciuto nel club del suo paese natale Darmstadt, ben presto passò nelle Giovanili del vicino Eintracht, dove lasciò intravedere qualcosina di interessante, disputando anche alcuni minuti in un paio di gare di Coppa Uefa contro la Juventus, ma senza eccellere (anche se poi, nel corso della stessa stagione, il club di Francoforte finì per retrocedere nella B tedesca). Era il Napoli di Renzo Ulivieri, che iniziò il campionato tra molti proclami e ampi propositi di promozione, ma che invece finì per arrancare malinconicamente verso la metà classifica della Serie B (chiuderà infatti lannata con un deludente nono posto). Il difensore teutonico, al suo arrivo alle falde del Vesuvio, si disse ovviamente contento di essere approdato al Napoli. Solite dichiarazioni di rito: «Mi metto a completa disposizione del mister». Il tecnico toscano, però, non lo considera affatto, relegandolo spesso in panchina e volentieri in tribuna. Lesordio è datato addirittura 24 Gennaio 1999, quando subentra nei minuti finali nel match contro la Cremonese. Troppo poco: dopo tre mesi, pertanto, Thorsten si ritrovò ad aver giocato appena un quarto dora, iniziando conseguentemente a lamentarsi: «Sono venuto qui in Italia per giocare, e capisco che mi si voglia concedere un periodo dambientamento. Ma trovo che tre mesi siano stati decisamente troppi. Insomma, io voglio andare in campo». Nonostante gli addetti ai lavori parlassero bene di lui prima che approdasse in Italia questo lungagnone in azzurro dimostrò di essere davvero scarso. Non servì a nulla soprannominarlo Ministro, vista la sua omonimia con lallora Ministro di Grazia e Giustizia Giovanni Maria Flick, che terminò il suo incarico proprio in quellinfausto periodo.
Ulivieri, che già non lo vedeva di buon occhio, probabilmente a causa dei suoi frequenti sfoghi, pur di giustificare il suo mancato impiego dette la colpa alla lingua, ma il tentativo di scusa non piacque a Thorsten, come riferì con un lungo sfogo alla Gazzetta: «Chiesi delle spiegazioni allallenatore. Mi disse che il vero problema era la lingua. Disse che era difficile farmi convivere in campo con chi parlava diversamente da me. Ma poi io litaliano lho imparato. E se considerate da quanto vivo qui, direi anche piuttosto bene. Lho studiato in fretta proprio perche ho capito che e vero che in campo e giusto capirsi. Ma poi su questo argomento ho una mia idea. E cioe sarebbe necessaria piu unita, piu compattezza, nel momento in cui si gioca. Intendo dire che va bene richiamarsi luno con laltro. Ma sarebbe meglio parlare per farsi coraggio, e non per scambiarsi delle sgridate a causa di un errore che si e commesso. Soprattutto per un difensore, la concentrazione e un fattore assolutamente fondamentale. Un attaccante puo anche fallire un tiro, ha certamente la possibilita di rifarsi dopo. Un difensore no, lui deve restare coi nervi sulla partita dal primo allultimo minuto della partita. Se magari un compagno ti fa notare uno sbaglio, puo contribuire a creare in te un certo sentimento di sfiducia. E giusto far notare gli errori, sia chiaro, ma e meglio farlo a partita finita». Dopo tutta questa lagnosa litania, nonostante tutto Ulivieri decise di concedergli unaltra chanche, forse apposta per dimostrare a tutti la sua broccaggine, poiché la domenica successiva lo schiera addirittura titolare nel delicato match contro il Cosenza. Inutile dire che il Napoli finisce per perdere 1-0, con evidenti lacune difensive del centrale teutonico (che di teutonico ha ben poco). Qui finiscono le presenze ufficiali di Thorsten al Napoli: si registra solamente qualche altra presenza in panchina e tanta, tanta tribuna. A fine stagione, con questi risultati, i partenopei decidono di non esercitare il diritto di riscatto e pertanto Flick torna allEintracht il quale però, lo gira subito al Saarbrucken, club della Serie C tedesca. Da questo momento è un viavai di trasferimenti nel calcio germanico minore, con ingaggi in semisconosciute squadre militanti nella Oberliga (lequivalente della nostra vecchia C2). Lunica nota positiva è lesperienza ungherese del Debrecen del 2002, militante nella massima Serie magiara, che dura però pochi mesi. Nel 2007, con il Ober-Roden, ha vinto la Landesliga Hessen Sud, raggiungendo così la tanto agognata promozione nel girone dellHessen dellOberliga. Chi si accontenta, gode. Non dimentichiamoci che pochi mesi prima che Flick arrivasse al San Paolo il Napoli aveva spedito allEintracht un altro dei nostri, tal Damir Stojak. Una mano lava laltra, si potrebbe dire. Una volta chiusa la carriera, ha viaggiato molto e, come apprendiamo da un sito tedesco, è diventato una sorta di mental coach. Riporta Frankfurter-ring.de: «In qualità di viaggiatore ha sperimentato profondi processi di guarigione presso varie tribù spirituali del Sud America e lì è stato iniziato alla medicina sciamanica. La sua conoscenza specialistica delle tecniche di respirazione, in particolare della pratica della respirazione trasformativa, lo rende un coach e un mentore ricercato che mira a raggiungere processi trasformativi a livello fisico e mentale. È un clearing practitioner certificato, un breathing coach e oggi supporta atleti agonisti e privati nel loro sviluppo personale, nonché aziende nellambito della spiritualità e della cultura aziendale». Data la sua traumatica (dis)avventura napoletana, possiamo dire che lesperienza non gli manca.
«Sotto il profilo atletico son venuto qui in buone condizioni, ho solo dovuto un pò cambiare sistemi di allenamento. Disagi tattici? Inizialmente sì. Ero abituato a giocare da libero, staccato rispetto ai miei compagni della difesa. Qui ho scoperto invece che la difesa è una linea che tutti devono rispettare. Ammetto che io tendevo comunque a indietreggiare, ma ora sto abituandomi»
(Thorsten Flick, difensore Napoli | «Gazzetta dello Sport», 29/01/1999)
«Posso garantire la mia capacita di star concentrato durante la partita intera. Limportante adesso e la domenica di Cosenza. A me i sei punti di distacco dalla quarta non sembrano pochi. Li bisogna vincere»
(Thorsten Flick, difensore Napoli | «Gazzetta dello Sport», 29/01/1999)
| Stagione | Squadra | Presenze | Reti |
| 1991-93 | SV Darmstad | - | - |
| 1993-96 | Eintracht Francoforte | 12 | - |
| 1996-98 | Eintracht Francoforte (B) | 24 | 1 |
| 1998-99 | Eintracht Francoforte | 1 | - |
| Nov. 98 | Napoli (B) | 2 | - |
| 1999-00 | FC Saarbrucken (C1) | 6 | - |
| Nov. 99 | VFB Oldenburg (C2) | 11 | - |
| Gen. 00 | Aschaffenburg (C1) | ||
| 2000-02 | VSC Debrecen | ||
| Gen. 02 | Klein-Karben (C2) | 18 | 1 |
| 2003-05 | Ober-Roden (D) | 42 | 4 |
| 2005-06 | SV Erzhausen (D) | 31 | 1 |
| 2006-07 | Ober-Roden (D) | ||
| 2007-08 | Ober-Roden (C2) |
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